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COME SCEGLIERE IL MIGLIOR SISTEMA DI ISOLAMENTO PER LA CASA

Per scegliere il miglior isolante è importante considerare le sue proprietà ma anche le caratteristiche della struttura da isolare e le prestazioni che si desiderano ottenere. Vi proponiamo una utile panoramica sulle caratteristiche dei principali materiali per isolamento termico presenti in commercio e gli eventuali campi di applicazione.

Il primo fattore che contribuisce all’isolamento termico è lo spessore del materiale: ad uno spessore maggiore inevitabilmente corrisponde una maggiore coibentazione. Nei casi in cui è possibile, sarebbe preferibile scegliere, indipendentemente dal materiale, spessori consistenti.

Il potere coibente dei materiali termoisolanti è legato al valore della ‘conducibilità termica’ (lambda “λ”); più piccolo è il valore della λ maggiore sarà il potere isolante  del materiale. Di conseguenza per isolare bene la propria casa conviene optare per materiali con una bassa conducibilità termica.

Un altro fattore da considerare è lo sfasamento termico, ovvero il tempo (in ore) impiegato dal calore per passare attraverso un materiale e raggiungere conseguentemente l’interno dell’abitazione. I materiali ad elevato sfasamento termico permettono, soprattutto durante il periodo estivo, che il picco di calore esterno possa giungere all’interno dell’abitazione dopo molte ore (verso sera) in modo tale che per raffrescare l’ambiente basti aprire le finestre.

Tuttavia non in tutte le zone climatiche conviene optare per un materiale con queste caratteristiche in quanto in alcune zone (come quelle in pianura) le temperature estive si mantengono elevate anche di sera e non basterebbe aprire le finestre per raffrescare; di conseguenza in queste realtà conviene maggiormente puntare a limitare il calore che giunge all’interno.

Bisogna anche considerare anche il potere traspirante del materiale, ovvero la ‘resistenza di diffusione al vapore’ (mi “µ”); come per la conduttività termica, tanto più piccolo è questo valore, tanto più il materiale è traspirante.

Un materiale traspirante migliora l’isolamento termico in quanto riduce la possibilità che si crei condensa; l'aria infatti in assenza di convezione è un buon isolante termico ma perderebbe queste sue proprietà in presenza di acqua liquida (condensa sul muro). Infine, a parità di caratteristiche fondamentali, si potrebbe optare per coibenti atossici, durevoli ( ad esempio immuni da muffe o parassiti) e resistenti al fuoco.

Isolante termico: tipologie di materiali

Possiamo suddividere i coibenti in tre macro gruppi: gli isolanti sintetici, minerali e vegetali. A seconda del tipo di coibente che si sceglie si potranno avere una serie di vantaggi e di specifiche applicazioni; ad esempio gli isolanti sintetici sono molto vantaggiosi, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista isolante perché hanno valori di λ molto bassi (λ < 0,034), però sono poco sostenibili. Gli isolanti vegetali, come ad esempio il sughero, hanno invece valori di λ più alti (λ sui 0,040 – 0,043) e sono più costosi ma hanno un miglior sfasamento termico e una maggiore traspirabilità, oltre ad essere sostenibili e atossici. Ovviamente nello scegliere un tipo piuttosto che un altro è fondamentale considerare il contesto in cui si opera.

Isolanti sintetici

Gli isolanti sintetici sono quei materiali chimici, generalmente derivanti dal processo di lavorazione del petrolio. Tra questi materiali troviamo: la fibra di poliestere, il polistirene espanso sinterizzato (EPS) o estruso, il poliuretano espanso, il polietilene espanso, le schiume e diversi altri. Tali coibenti sono molti diffusi, in quanto molto convenienti dal punto di vista economico. 

La posa in opera è semplice e senza troppe complicazioni. La vita utile del materiale varia dai in 30 ai 50 anni, con una progressiva diminuzione delle prestazioni. Il deterioramento da agenti esterni o ambientali ne limita ovviamente la vita, anche se per ovviare al problema basta un'adeguata protezione. Il riutilizzo è possibile solo se il materiale non è accoppiato con altri materiali, incollato o sporco.

Vantaggi:  Basso costo, Ottimo isolamento termico, facilità di posa in opera,  resistenza all’acqua e umidità

Aspetti da considerare

Potrebbero essere pericolosi in caso d’incendio, se non dovutamente trattati. I pannelli in EPS100 con grafite hanno un eccellente conducibilità termica ma richiedono di schermare i ponteggi durante la posa per evitare problemi alla grafite, sensibile al calore dei raggi solari. Per i materiali espansi va considerato il fatto che subito dopo la posa possono rilasciare nell’ambiente sostanze potenzialmente dannose; per questo basta una buona ventilazione dei locali dopo l'applicazione.

Applicazioni

Tali materiali sono particolarmente indicati per l’isolamento a cappotto termico esterno, facciate ventilate e ponti termici. Può essere utilizzato anche per l’isolamento di coperture e solai. Per le intercapedini sono particolarmente indicati gli schiumati e il poliuretano espanso, mentre per le pareti e per i solai è meglio preferire pannelli degli stessi materiali.

Pannelli e lastre termoisolanti polimeriche

I materiali sintetici possono essere suddivisi in lastre o pannelli di:

  • EPS (polistirene espanso sinterizzato)
  • XPS (polistirene estruso sinterizzato)
  • PUR (poliuretano)
  • PE (polietilene)

Feltri termoisolanti in materiali sintetici

Tra i feltri termoisolanti sintetici troviamo anche quelli riflettenti, ovvero materiali isolanti che agiscono principalmente per irraggiamento essendo formati da superfici riflettenti (come ad esempio fogli in alluminio) a cui viene accoppiato uno strato di aria incapsulata in cuscinetti. Per sfruttare al meglio la sue capacità riflettenti, nella posa in opera è necessario evitare il contatto tra il materiale isolante e la parete da isolare. Tra i maggiori vantaggi c’è lo spessore contenuto a parità di potere isolante.

Isolanti sfusi a base polimerica

Gli isolanti sfusi in genere sono schiumosi, con il grande vantaggio di riuscire a penetrare anche in punti (come controsoffittature, intercapedini, buchi ecc) in cui un pannello isolante non può arrivare. 

Isolanti di origine vegetale

Gli isolanti vegetali sono materiali di origine naturale, ovvero non presentano componenti di origine sintetica e petrolchimica ma provengono da materie prime rinnovabili, con processi di produzione e installazione non dannosi per l’ambiente e per l’uomo. Sono inoltre riciclabili e biodegradabili e richiedono un basso contenuto di energia per il loro ciclo di vita.

Tra questi ci sono la fibra di legno, la fibra di legno mineralizzato, la fibra di cellulosa, la fibra di canapa, la fibra di lino, il sughero ecc. Sono molto utilizzati in edilizia e hanno un elevato potere isolante, sia dal punto di vista termico che acustico.

Vantaggi: buon isolamento termico, riciclabili e biodegradabili, atossici, buon sfasamento termico, traspiranti, generalmente durevoli, buon isolamento acustico, non vulnerabili all’umidità

Aspetti da considerare

I materiali naturali sono più costosi di quelli sintetici, quindi bisognerebbe considerare se realmente nelle proprie condizioni è economicamente vantaggioso. Inoltre alcuni materiali non sono di semplice posa in opera come la fibra di cellulosa che viene applicata tramite sistema a insufflaggio.

Applicazioni

Si possono utilizzare per cappotti esterni ventilati, coperture ventilate, coperture inclinate, pareti divisorie interne, controsoffitti, sottopavimenti e solai, soprattutto in strutture in legno e muratura. Inoltre, date le caratteristiche atossiche sono indicati per i cappotti interni. Il sughero, tra gli isolanti vegetali è il più costoso, ma è un ottimo isolante termoacustico. Le fibre di cocco e iuta sono utili solo in combinazione con altri elementi, poiché da sole forniscono un isolamento termico parziale.

Pannelli e lastre termoisolanti in legno e sughero

I pannelli in fibra di legno, prodotti attraverso la lavorazione di legname di scarto, hanno buone caratteristiche di isolamento termoacustico, ed una buona capacità di accumulo del calore, che in estate si traduce in un buon livello di ritardo nel passaggio del calore dall’esterno all’interno.

I pannelli in sughero sono costituiti da cellule contenenti aria, garantendo al materiale leggerezza, elasticità, resistenza, ottimo isolamento termoacustico, capacità di accumulo termico e smorzamento delle oscillazioni di temperatura. È un materiale traspirante, permeabile al vapore e inattaccabile agli agenti acidi, a insetti e roditori; in più in caso di incendio non propaga le fiamme, ma brucia fino a spegnersi.

Feltri termoisolanti in legno e sughero

I feltri in legno o in sughero, generalmente sono distribuiti in rotoli e hanno spesso spessori più ridotti rispetto ai pannelli. Di solito infatti sono utilizzati per l’isolamento, sia acustico che termico, dei pavimenti.

Sughero, cellulosa e isolanti sfusi a base vegetale

Tra questi isolanti troviamo le fibre di cellulosa, ricavate dalla carta di giornale riciclata. Tale coibente è traspirante e igroscopico, in grado di assorbire umidità dall’ambiente e cederla successivamente. Ha un buon comportamento fonoisolante e fonoassorbente, e non contiene sostanze tossiche. La fibra di cellulosa in fiocchi viene applicata tramite sistema a insufflaggio a pressione che va a riempire ogni interstizio della costruzione.

Pannelli e feltri isolanti naturali per la bioedilizia

Gli isolanti naturali, essendo prodotti atossici, sono particolarmente indicati per l’isolamento interno, nei controsoffitti e nei pavimenti galleggianti. Tra gli isolanti naturali ci sono anche quelli ad origine animale, come la lana di pecora.

Isolanti di origine minerale

Anche gli isolanti minerali sono di origine naturale, quindi rinnovabili e riciclabili. Questa tipologia, di solito ricavata dalle rocce è molto usata in edilizia in quanto generalmente ha elevate prestazioni anche in presenza di umidità, è resistente alle muffe e non è combustibile.

Fanno parte degli isolanti minerali la lana di vetro, la lana di roccia, l’argilla espansa, la perlite espansa, la vermiculite espansa, i feltri, ecc.

Vantaggi: Buon isolamento termico, , Riciclabili e biodegradabili, Durevoli, Resistenti a umidità e muffe, Traspiranti

Aspetti da considerare

Come altri materiali minerali, soprattutto di origine vulcanica, possono presentare dei bassi valori di radioattività naturale. Possono essere più costosi rispetto agli isolanti sintetici. Alcuni materiali minerali per poter resistere all’umidità devono subire dei trattamenti.

Applicazioni

Si possono utilizzare per cappotti, facciate ventilate, coperture ventilate, pareti divisorie, controsoffitti, sottopavimenti e solai. Ad esempio i feltri sono indicati per tutti gli ambienti tranne che nelle intercapedini, in cui è meglio usare l’argilla espansa o vermiculite e perlite.

Pannelli e lastre termoisolanti in fibre minerali

Tra gli isolanti minerali c’è la lana di roccia, prodotto di origine vulcanica, che grazie alla struttura a celle aperte impedisce il passaggio del caldo e del freddo e favorisce anche l’assorbimento delle onde acustiche. Inoltre non assorbe né acqua né umidità e resiste all’attacco delle muffe.

Anche la perlite espansa è un coibente minerale traspirante e capace di regolare l’umidità, dotato di buone proprietà termoisolanti e fonoassorbenti. I pannelli di perlite, incombustibili, resistenti alla compressione e insensibili all’umidità, vengono utilizzati nelle coperture piane come supporto diretto per la posa di membrane impermeabili, mentre la perlite sfusa viene applicata in intercapedini di pareti perimetrali, coperture, sottotetti non praticabili.

Feltri termoisolanti in fibre minerali

Tra i feltri termoisolanti, molti sono fatti con lana di vetro, un materiale realizzato con vetri riciclati, ignifugo, resistente all’acqua e all’umidità, inalterabile nel tempo e dotato di ottime caratteristiche di isolamento, sia termico sia acustico.

Inerti minerali sfusi

Tra gli isolanti minerali sfusi vi sono soprattutto l’argilla espansa, la vermiculite e la pomice. I granuli sfusi di argilla espansa hanno una buona inerzia termica e resistenza alla compressione, incombustibile e traspirante. Generalmente viene applicata in granuli sfusi in intercapedini di pareti coperture, sottofondi di pavimenti, sottotetti non praticabili e canne fumarie e aggiunta come inerte nella realizzazione di intonaci resistenti al fuoco e agglomerati alleggeriti. La vermiculite e la pomice, entrambe di origine vulcanica, hanno una struttura micro alveolare che determina il potere isolante e traspirante.

 

Scelta del colore della parete

Le tinte utilizzate per dipingere le varie stanze possono però fare la differenza per quel che riguarda l'ampiezza visiva degli spazi e il loro uso pratico. Cambiare i colori utilizzati nei differenti ambienti consente infatti la creazione di effetti ottici che ridimensionano gli ambienti, rendendoli più armonici e piacevoli. Nella guida che segue vi sarà spiegato come scegliere il colore della tinteggiatura delle pareti per ottenere i migliori risultati.

In generale, i colori freddi e chiari servono ad ampliare visivamente l'ambiente, perché riflettono più luce; quelli scuri invece danno una sensazione di restringimento perché "avvicinano" tra loro le pareti. Per far sembrare più grande un vano piccolo, il trucco è puntare sulla uniformità cromatica. Una tonalità chiara e luminosa, da utilizzare sia sulle pareti che sui soffitti, dilaterà lo spazio grazie alla riflessione della luce.

Nel caso in cui nella stessa stanza è necessario alzare visivamente un soffitto basso, potrete optare per una colorazione fredda o neutra, leggermente più chiara di quella scelta per i muri. Al contrario, per abbassare un soffitto troppo alto, sarà sufficiente dipingerlo di un colore più scuro e caldo. Per accentuare questa soluzione, è certamente possibile utilizzare lo stesso colore per creare una fascia di una ventina di centimetri sulla parte più in alto delle pareti. Un altro problema ricorrente nei moderni appartamenti è la lunghezza del corridoio, che risulta essere otticamente stretto: per risolvere tale problema sarà sufficiente dipingere in tonalità fredde e molto chiare le pareti da allontanare ed avvicinare quella di fondo con una tonalità calda vivace o di colore scuro.

Nello scegliere come tinteggiare le pareti è necessario anche tenere conto dell'orientamento della casa: una camera esposta a nord riceve luce fredda che tende a sbiadire i contorni, meglio quindi optare per tinte luminose e calde. Al contrario, per stanze esposte a sud, scegliete colori più delicati che stanchino meno gli occhi se colpiti da luce diretta. I vani esposti ad est ricevono luce fredda al sorgere del sole, per cui sono preferibili tinte delicate e più calde; le stanze esposte ad ovest saranno bellissime se la luce rossa del tramonto sarà temperata da un pizzico di blu o di grigio. Nel caso in cui nella stessa stanza è necessario alzare visivamente un soffitto basso, potrete optare per una colorazione fredda o neutra, leggermente più chiara di quella scelta per i muri.

Scelta del colore

Sapete quali sono i colori adatti per le pareti di ogni stanza? Ci sono dei piccoli accorgimenti che è il caso di seguire per tinteggiare le pareti del colore più adeguato. Ovviamente dovete tener conto del vostro gusto, dello stile della casa e anche dell'arredamento. Il colore ha un grande potere nel trasformare e caratterizzare un ambiente. Scegliere le tonalità più adatte in grado di soddisfare i propri gusti è davvero molto importante. La regola base è quella di partire con scegliere le tonalità che più rispettano il proprio gusto personale senza però tralasciare alcuni piccoli dettagli. Tra le prime regole: il colore delle pareti non deve mai essere più scuro del pavimento.

Quando devi scegliere i colori per imbiancare le pareti non basta considerare la luminosità e la dimensione della casa. I colori vanno anche abbinati all'arredamento, alle tonalità dei mobili. Per creare un'atmosfera coerente e in uno stile che ti appartiene. Se lo stile del tuo arredamento è moderno, con mobili dalle linee pulite e leggere, molto di tendenza sono i toni del verde. Dalle sfumature retrò, al salvia, al grigio-verde: un colore che si accende in particolare abbinato ai mobili bianchi. Hai un arredamento moderno ma con toni caldi? Abbina alle tonalità del legno scuro dei mobili un colore vivace come il turchese, declinato nelle sfumature dal verde acqua allo smeraldo. Se imbianchi una sola parete ravvivi l'ambiente e doni profondità alla stanza. Se non ti piacciono i colori accesi, anche le tonalità neutre stanno bene con lo stile moderno: dal tortora chiaro, al beige, al cipria. Se però c'è una predominanza di bianco anche nei mobili gioca con qualche elemento decorativo. Come le piastrelle-puzzle della cucina nei toni del tortora acceso e del nero e il vaso scuro: donano movimento e profondità all'ambiente. Se il tuo arredamento moderno ha toni vivaci ed è magari abbinato ad accessori che fanno colore, come le tende floreali, dipingi le pareti con un colore "spento". Un grigio azzurrato o con tonalità del verde fa da sfondo perfetto alla vivacità dell'arredamento. Linee pulite ed essenziali con un tocco di per l'angolo studio. Per dare profondità alla parete ma trasmettere una sensazione di quiete dipingila con i toni della carta da zucchero. Se il tuo arredamento è classico non è detto che tu debba utilizzare solo colori neutri per dipingere le pareti di casa. Un tono acceso come il bordeaux o il rosso è uno sfondo perfetto per un mobile dai toni e dalle forme classiche. Evita però di dipingere tutta la stanza con un colore acceso, meglio limitarsi a una parete o un angolo. Un colore che scalda l'ambiente classico senza pari è il giallo, in una tonalità morbida come il beige declinato fino al cipria. Avvolge l'arredamento e lo valorizza. Un consiglio: per non "appiattire" l'arredamento, abbina degli accessori di un rosso vivace. Se la tua cucina ha linee classiche ma è bianca, scaldata da qualche elemento colorato (il cotto delle piastrelle), puoi osare un grigio chiaro per le pareti. Un non-colore più adatto ad un arredamento moderno ma che con delle eccezioni valorizza anche quello classico. Hai scelto un arredamento classico per la cameretta di tua figlia con tanto di letto in ferro battuto? Lo sfondo perfetto è il rosa antico. L'atmosfera da fiaba è assicurata! Due colori molto diversi che abbinati fanno da sfondo sorprendente alla sala da pranzo in stile classico: sono il grigio scuro e il beige. Movimentano la stanza e donano profondità. Sceglili se ti piacciono i contrasti. La tua casa è shabby chic? Questo stile retrò, influenzato dal provenzale e dal british-style, sta spopolando. Dona alla casa un'atmosfera romantica e un po' decadente. Perfetto abbinato alle pareti viola-lavanda che valorizzano i colori e le linee degli arredi. Se hai paura che il lilla renda il tuo arredamento shabby chic un po' stucchevole puoi abbinare un verde salvia molto tenue. L'azzurro acceso è un altro colore pastello che si sposa con l'arredamento shabby chic. Se hai paura di stancarti, usalo solo per l'angolo di una stanza o per valorizzare un unico mobile in stile. Ti piace lo stile etnico e hai riempito la casa di piccoli o grandi mobili che ti ricordano paesi lontani? Vietato lasciare le pareti bianche! Vanno valorizzati con colori accesi: perfetto il lilla acceso in camera da letto, che fa da sfondo al piccolo armadio etnico. Legno e accessori etnici prevalgono in questa sala da pranzo. La parete verde muschio valorizza e unisce i vari elementi. L'arancione intenso arreda e scalda questa camera etnica, dal sapore coloniale con il grande letto a baldacchino. I colori della terra, dall'arancio al marrone sono l'ideale per gli ambienti etnici. Il marrone caldo che ci richiama i toni naturali della terra è perfetto in un soggiorno dall'arredamento etnico. Se ti piace la linearità e la purezza dello stile nordico devi abbinare tinte chiare o pastello alle pareti. Come in questo soggiorno dove un tenue azzurro polvere fa da sfondo alla libreria di gusto nordico degli anni ’60.

 

I colori e la filosofia Feng Shui

Colorare le pareti di casa non è solo un modo per rendere più bello l’ambiente, la scelta della tinta da utilizzare è molto importante per dare un’identità e un vero e proprio carattere alla stanza. Per capire quale colore scegliere possiamo farci aiutare dai principi del Feng Shui, l’antichissima arte orientale che si propone di leggere e interpretare il paesaggio e l’ambiente domestico, organizzando forme e spazi in modo da renderli armoniosi per coloro che li vivono quotidianamente. I suoi principi, riadattati all’epoca moderna, vengono seguiti ancora oggi da architetti e appassionati di interior design.

L’analisi del colore

I risultati delle ricerche scientifiche collimano per lo più con le informazioni che possiamo ritrovare nel Feng Shui o in altre tradizioni, perciò è a queste che faremo riferimento da qui in poi. In linea generale, i colori derivano dalla polarità yin-yang e dalle sue diverse manifestazioni. Ad un estremo abbiamo la luce, manifestazione del massimo yang; all’altro l’oscurità, massimo yin. Nel mezzo stanno tutti i colori recepiti dall’occhio umano. Ad ogni colore è associato un tipo d’energia, ed un’informazione sottile, che viene direttamente trasmessa all’inconscio profondo. Esaminiamo dunque i colori e le loro caratteristiche.

Il colore verde

Foresta verde. Il verde in tutte le sua tonalità è associato all’energia Legno, alla primavera, al fegato ed agli occhi. Il nostro organismo associa la percezione del verde alla presenza di vegetali. Dove c’è molto verde c’è molta acqua (vitale per gli animali); inoltre è facile procurarsi del cibo, sia direttamente dalle piante, sia dagli animali ospitati nei boschi o foreste. Più il verde è rigoglioso e forte, più siamo certi di trovarci in un ambiente favorevole e ricco. Il verde dunque favorisce la tranquillità, la distensione, la cooperazione, i rapporti sociali e l’amicizia. Infatti, dove c’è abbondanza di cibo, non c’è necessità di entrare in competizione con altri animali (o con individui della stessa specie) per procurarselo.

Il colore rosso

Il rosso, il lilla, il viola, il magenta in tutte le loro tonalità, e il celeste sono considerati colori di Fuoco, associati all’estate, il cuore e la circolazione sanguigna. Sono colori molto attivi ed attivanti. Il celeste è il colore del cielo quando il sole splende, ed è quindi considerato il colore di Fuoco per eccellenza. Il rosso è il secondo più forte. Sono collegati all’attività, alla stimolazione, alla reattività ed alla prontezza di mente, all’apprendimento, al mentale. Bisogna sapere dosare questi colori; poiché sono molto attivanti è meglio non esagerare. Il rosso assume a volte caratteristiche di pericolo (uscita di sangue); si pensi ai cartelli segnaletici… A volte il rosso è combinato anche con forme di Fuoco: i cartelli triangolari sono una prova di connessioni energetiche e genetiche antichissime, che vanno al di là di ogni differenza culturale. Il Feng Shui non è “una bioarchitettura cinese”, o una moda, che dobbiamo sforzarci di imparare; ma è qualcosa di profondo e connaturato a tutti gli esseri umani, che condividono la stessa struttura energetica. Più che “imparare” il Feng Shui, infatti, dobbiamo cercare di “ritrovarlo” dentro noi stessi. Il Feng Shui è un patrimonio dell’umanità, un sapere condiviso a tutte le culture, anche la tradizione Occidentale antica. Molti nomi, una sola sostanza.

Il giallo e il marrone

Il giallo, il marrone, il grigio opaco con tutte le sue tonalità, il color terracotta, sono considerati colori di Terra, associati alla tarda estate (quando si raccolgono frutti e messi), allo stomaco, al tatto. Se il colore ricorda la terra sminuzzata, fertile, è più yin; se dà l’impressione di roccia è più yang. La Terra yin è associata alla maturazione, alla fertilità, all’abbondanza, all’accumulo; la Terra yang alla solidità ed alla stabilità.

Il bianco

Il bianco, il colore argento ed in generale il grigio “metallico” sono associati all’energia Metallo, all’autunno, ai polmoni. Sono colori che favoriscono l’introspezione e portano verso l’interno. In genere sono freddi, tendono a calmare, ad acquietare. Il bianco è ottimo in una stanza usata per la meditazione.

I toni di blu

Il trasparente, il glauco, il vetro opaco, l’azzurro freddo e il verde-mare, il blu ed il nero sono colori d’Acqua. Più il colore è scuro e più siamo verso la forma yin dell’energia Acqua. Anche questi sono colori in genere calmanti e portano verso l’interno. Sono collegati all’inverno, ai reni ed agli organi genitali, alle orecchie, all’istinto, all’intuito ed ai sogni.

Gli effetti del colore

Come si è già potuto intuire dalle descrizioni fatte sopra, un colore si può presentare in svariate “forme”. Inoltre, un colore può presentarsi in tinta unita oppure no. La tinta unita è più yin e tende a portare verso l’interno. Se invece il colore è “mosso”, ha una caratteristica più yang, o di movimento. Se il colore è sfumato, ciò ricorda un vasto paesaggio con macchie di colore (gli oggetti più lontani vengono visti “sfumati”) ed introduce una certa profondità. Un colore può essere brillante (più yang) o opaco (più yin), attivo o neutro, in rilievo o liscio, a tinta unita oppure mosso (graffiato, spugnato, stracciato, spatolato, disegnato, a puntini…), luminoso o scuro, e così via. Ognuna di queste caratteristiche fornisce una particolare “personalità” ad una parete dipinta.

I colori nella percezione spaziale

Colori - percezione spaziale. Vi sono infine le combinazioni dei colori. È piuttosto raro, infatti, che in una stanza vi sia un solo colore, anche negli arredi; e non è nemmeno auspicabile. In genere avremo quattro grandi macchie di colore: il pavimento, le pareti, gli arredi ed il soffitto. Seguendo ciò che vediamo in natura, una stanza per attività yang dovrebbe avere il pavimento più scuro delle pareti e le pareti più scure del soffitto (in natura di solito il terreno è più scuro di ciò che sta al livello degli occhi, che a sua volta è più scuro del cielo aperto sopra di noi). In una stanza per le attività più yin, invece, le cose possono anche essere impostate diversamente.

Come scegliere un colore secondo il Feng Shui

Quando si sceglie il colore per un locale, occorre tenere conto in primo luogo di cinque informazioni:

  • l’orientamento dell’abitazione
  • la zona dell’abitazione in cui è ubicato il locale
  • la funzione del locale
  • le caratteristiche energetiche della persona/e che occuperà quel locale
  • la sensibilità estetica della persona

Affidarsi all’istinto

Dall’interrelazione di questi cinque punti si andrà a formare una “rosa” di colori prescelti, tra cui poi scegliere quello definitivo, in base alle preferenze degli occupanti. Ricevo molte richieste da persone che mi chiedono un consiglio sui colori, ma mi sembra chiaro che dare consigli generici sia inutile, e possa essere persino dannoso. Se non conoscete la materia, seguite il vostro istinto: è la cosa migliore. Buttate alle ortiche i suggerimenti che ormai si trovano su tutte le riviste. Imparate ad ascoltarvi.

Attenzione alle false ‘regole Feng Shui’

Dire che “il verde va bene per la cucina” oppure che “nell’ovest bisogna utilizzare il colore bianco, nel sud ovest il giallo” o ancora “il rosso (o il nero) serve per curare la depressione” sono affermazioni così generiche da risultare fuorvianti. Che tipo di verde? È adatto all’illuminazione del locale? È adatto a me? E se il verde fosse la peggiore informazione possibile per mio inconscio? E quanto verde dovrei mettere? E ancora: mi devo vestire di rosso? Oppure devo dipingere la mia camera di rosso? O ancora: devo portare una pietra rossa con me? Le affermazioni categoriche di questo tipo, derivano dall’errata comprensione del Ba Gua (o Pa Kua), uno schema di 3×3 caselle o ‘domicilii’. Su questo schema è riportato il colore associato ad ogni direzione e fase energetica (ad esempio: sud-Fuoco-rosso). Ma ciò non implica assolutamente che il rosso vada usato nel sud, né che vada usato esclusivamente a sud! Queste affermazioni sono scorrette,  e seguite alla lettera possono risultare dannose per alcuni. Non hanno niente a che vedere con il Feng Shui autentico.

Scegliere il colore delle pareti è un’operazione delicata da fare non solo in base al gusto estetico, ma anche tenendo conto della zona della casa che si sta per dipingere. Ad aiutarvi a scegliere il colore giusto ci pensa il Feng Shui, una disciplina orientale che vi indica quali sono i colori da usare per evitare influenze negative.

Bianco: il colore più diffuso in grado di rendere ogni casa luminosa e accogliente. La sua luminosità viene associata alla determinazione: per evitare di scadere nel banale e monotono date alla stanza dipinta di bianco un pizzico di colore con gli arredi.

Giallo: il colore della natura e del sole che trasmette subito energia e calore. Il giallo è anche il colore della creatività. Perfetto per le zone giorno, in particolare per la cucina, è invece da evitare nelle zone della casa dedicate al riposo come la camera da letto. Per il soggiorno scegliete al massimo una tinta molto leggera di giallo.

Rosso: forza, potenza e passione in tutte le loro sfumature. Il rosso è tra tutti il colore da dosare con più attenzione: esagerando con questo colore si rischia di favorire rabbia e agitazione. Meglio lasciare a questo colore solo una parete o usarlo per l’arredamento.

Rosa e lilla: questi due colori nelle versioni più chiare e tenui donano rilassatezza e tranquillità. Il rosa è perfetto per le camere da letto, il lillà per il soggiorno: è infatti il colore che stimola la convivialità.

Blu: il colore che rappresenta la riflessione e la meditazione, nonostante sia un colore che sembra trasmettere pace, il fengh shui lo sconsiglia: il rischio è infatti quello di scivolare nella malinconia. La soluzione è evitare i blu più profondi e optare invece su quelli più chiari. Sconsigliata anche la camera da letto interamente blu: meglio usare questo colore su una sola parete.

Verde: colore rilassante associato al colore di prati, montagne e in genere della natura. Anche per questo colore vale però la regola dei toni, sempre da prediligere i più chiari e tenui. Colore perfetto per qualunque stanza della casa, meglio evitare però in cucina.

Nero: difficile immaginare di dipingere un’intera stanza di nero, ma è un colore pur sempre presente in molte case. Molto simile al blu, ha una connotazione però ancora più enigmatica e seria. Da usare con molta parsimonia ed assolutamente vietato nella camera dei bambini.

Vediamo allora quali sono, secondo gli esperti di Feng Shui, i colori da usare per le pareti delle stanze principali della casa.

Il soggiorno. Il soggiorno è il luogo in cui rilassarsi e intrattenersi con i membri della famiglia o magari con eventuali ospiti, devono quindi essere impiegati colori che trasmettano tranquillità e favoriscano la convivialità. Sono quindi consigliate tinte passionali come quelle rosse ma dai toni tenui di modo da non essere troppo invadenti e favorire una sensazione di calma. Il lilla può essere una soluzione, ma anche l’arancione (non troppo acceso) è ottimo, se soddisfa meglio i vostri gusti. Se invece prediligete il lato “rilassante” di questa stanza allora la nuance azzurra è quella che fa per voi.

La camera da letto. L’azzurro è ideale anche in camera da letto, le tinte del blu in generale rappresentano profondità e meditazione. Fate attenzione però, anche in questo caso è meglio tendere verso tinte tenui in quanto un blu troppo acceso potrebbe farvi riflettere troppo, mentre nella stanza da letto abbiamo bisogno di favorire il sonno, pensando sì, ma senza esagerare. Un’alternativa valida all’azzurro è il verde, che associamo ai paesaggi naturali.

La cucina. Passiamo alle stanze dove abbiamo bisogno di più energia. Come in cucina, dove bisogna preparare da mangiare, rigovernare e spesso iniziare la giornata preparando una buona prima colazione. Quale colore può darci la carica giusta più del giallo? Questo è infatti il colore del sole e degli elementi caldi della natura, un ottimo dispensatore di vitalità e creatività, qualità indispensabili quando si sta davanti ai fornelli.

Il bagno. In bagno regna sovrano un importantissimo elemento naturale, l’acqua. I principi del Feng Shui vietano quindi tutti i colori caldi, che richiamano al fuoco, come il rosso, l’arancione e il giallo, mentre il blu, ma anche il verde o il grigio, sono consigliatissimi. Nel bagno potete anche osare tonalità più forti, magari alternate ad altre più deboli o direttamente ai “non colori” bianco e nero.

 

Il colore nella scienza e nella psicologia

Colori e Feng Shui L’uso dei colori nel Feng Shui è un argomento che desta molto interesse, soprattutto perché è tramite il colore che forniamo una “personalità” ai singoli locali. Vediamo quindi di esaminare un po’ più in profondità questo argomento. Secondo l’interpretazione scientifica, i colori si possono dividere in primari (giallo, rosso ed azzurro) e secondari, che derivano dalla combinazione di due primari (ad esempio, verde = giallo più azzurro; arancione = rosso più giallo, ecc.). Il nero è l’assenza di colore, il bianco la somma di tutti i colori. Infine si dicono complementari i colori che insieme danno il bianco. Ad esempio giallo e viola, o rosso e verde. Tutto ciò è molto interessante ma non riguarda direttamente l’interazione energetica tra il colore e l’individuo, e solo parzialmente il messaggio che il colore trasmette alla nostra parte animale e/o inconscia. A questo proposito sono stati effettuati molti studi di tipo psicologico, sociologico e simili. Agli inizi del XX secolo sono state condotte ricerche per massimizzare il tempo di lavoro degli operai e degli impiegati nelle aziende. Un caso rimasto famoso è quello dei bagni color giallo acido: da esperimenti di vario genere si è visto che, in media, le persone tendono a rimanere il meno possibile in un ambiente di questo colore. Dunque, per diminuire il tempo “perso” in bagno, è stata introdotta questa suggestione cromatica. Lo stesso effetto si ottiene anche con altre tonalità come il color “vomito”. Si tratta di uno dei primi esempi in Occidente dell’uso di informazioni introdotte nell’ambiente in modo deliberato, ma non dichiarato, allo scopo di influire sul comportamento delle persone. Il colore giallo acido è associato, a livello inconscio, ad una terra arida, inospitale ed avvelenata ed è quindi naturale che l’organismo cerchi di allontanarsi il più possibile da tale luogo. Attenzione, però… questo non significa che in alcuni casi non sia utile.